Organizzata dalla Fondazione “Il cuore siamo noi” e patrocinata dalla SIC (Società Italiana di Cardiologia), la campagna di informazione “Ogni minuto conta” ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di non sottovalutare il fattore tempo nella fase di ricovero per sospetto infarto. Gli studi più recenti (per ultimo il FITT-STEMI trial, condotto da 17 istituzioni tedesche su 12.675 pazienti con infarto STEMI) hanno infatti dimostrato che per ogni 10 minuti di ritardo tra il primo contatto medico e l’inizio del trattamento PCI si registra un incremento di mortalità del 3,3 per cento. Tutto ciò sta determinando un drastico cambio di paradigma nella complessa organizzazione per il trattamento dell’infarto che coinvolge tre livelli: la consapevolezza del paziente, l’efficienza operativa delle reti territoriali di emergenza, l’efficienza organizzativa intraospedaliera.
Organizzata dalla Fondazione “Il cuore siamo noi” e patrocinata dalla SIC (Società Italiana di Cardiologia), la campagna di informazione “Ogni minuto conta” ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di non sottovalutare il fattore tempo nella fase di ricovero per sospetto infarto. Gli studi più recenti (per ultimo il FITT-STEMI trial, condotto da 17 istituzioni tedesche su 12.675 pazienti con infarto STEMI) hanno infatti dimostrato che per ogni 10 minuti di ritardo tra il primo contatto medico e l’inizio del trattamento PCI si registra un incremento di mortalità del 3,3 per cento. Tutto ciò sta determinando un drastico cambio di paradigma nella complessa organizzazione per il trattamento dell’infarto che coinvolge tre livelli: la consapevolezza del paziente, l’efficienza operativa delle reti territoriali di emergenza, l’efficienza organizzativa intraospedaliera.
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